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di Francesco Storace
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Hai voglia, Berlusconi, a spargere spiccioli alla povera gente. Il problema è ben più serio e si capisce che cosa vuol dire non avere una forza di destra vera al governo del Paese, che le sue proposte le ha messe nero su bianco nella mozione approvata dal Congresso.
40 euro al mese ai più poveri sono fuffa.
Rinunciare a lanciare sulla casa un proposta rivoluzionaria come il mutuo sociale è dire che chi non ha continuerà a non avere.
Detassare gli straordinari per il privato e non per il pubblico equivale a dividere chi lavora, sfruttando i primi e penalizzando i secondi (tra cui quei poliziotti e carabinieri a cui dite sempre di impegnarsi per la sicurezza dei cittadini).
Avete promesso di abolire le province e il bollo auto ed è finita che fate gestire il bollo auto dalle province.
Avete di nuovo lasciato il campo agli speculatori dell’acqua, che non volete più pubblica.
Trovate i soldi per dare quattrini ingenti a Gheddafi, ma gli immigrati continuano a sbarcare e le tredicesime sono sempre più povere.
Negli asili nido e nelle case popolari entrano più stranieri e meno italiani: è questa la giustizia sociale? No, tutto questo è demagogia, è vecchia storia sinistra che abbiamo già conosciuto nella nostra storia quando con le bandiere rosse si ingannavano i più poveri. Ora sono diventate azzurre, ma che cambia?
Vai dicendo in giro, per soggezione culturale, che la tua è una politica di sinistra e ci chiediamo perché uno di destra ti debba votare…
Lo hanno fatto e credo che in giro ci sia qualche pentimento. Noi ti e vi aspettiamo al varco. Non ne possiamo più di farci prendere in giro. Anche perché, mentre regali un euro al giorno ai più poveri, il risanatore di Alitalia, Fantozzi, si cucca 15 milioni di euro, dicono….
E noi paghiamo. Ma le banche no.
Noi lo diremo il 24 gennaio a Roma. Per la coesione nazionale, contro l’egoismo sociale. A dire che l’uomo viene prima del lavoro. La persona prima del profitto. Tu non ci sarai. Sennò Bossi ti molla.
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di Francesco Storace
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Stanno imbrogliando un popolo intero: sono Berlusconi e Veltroni gli artefici del grande inganno.
Hanno creato partiti che li divoreranno. Berlusconi si accorgerà quanto prima della fossa che gli vuole scavare Fini; Veltroni è già il soccombente prossimo venturo.
Hanno bisogno l’uno dell’altro. E ognuno ha i suoi comprimari di cartone. A sinistra, Dracula assume le sembianze di Tonino Di Pietro. Dall’altra parte del campo, che ci rifiutiamo di chiamare destra, ci sono tanti aspiranti tagliagole. Abituati al tradimento del padre e della madre.
Prepariamoci a una traversata fra un cadavere e l’altro, senza farci irretire dal miraggio facile dell’alleanza a tutti i costi.
Lo dirò stamane ai nostri dirigenti del Veneto, nella riunione che terrò a Venezia: dobbiamo avere nervi saldi, sopratutto nel rapporto con pidiellini e leghisti. Sono onnivori, pensano solo al loro potere - l’ultimo arrivato si chiama addirittura Francesco Pionati… - e se ne fregano dei diritti delle persone.
Puntiamo tutto sulle europee e lo dirò al Comitato centrale del 6 dicembre.
Puntiamo moltissimo sulla manifestazione del 24 gennaio a Roma: da lì ripartirà il grande messaggio de La Destra.
Chi non se la sente, molli ora. Noi dobbiamo costruire la nuova casa degli italiani contro tutte le caste.
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«Berlusconi fa quello che gli pare, fa assolutamente quello che gli pare» (1). Impossibile contraddire il ministro Mara Carfagna, che - rispondendo ad una domanda di Daria Bignardi sul tema della televisione e del conflitto di interessi - ci ha illuminato sul più autentico significato dell’acronimo del nascente Pdl: Partito del leader. In realtà, non si tratta di una grossa sorpresa, sopratutto per chi ricorda le due tappe fondamentali dell’iter (il discorso berlusconiano dal predellino, in piazza San Babila a Milano, del 18 novembre 2007 e l’editto finiano dell’8 febbraio 2008 pronunciato all’uscita da Palazzo Grazioli, sede romana di Forza Italia), e soprattutto i commenti dei dirigenti di Alleanza nazionale negli ottanta giorni intercorsi tra i due eventi.
Comunque, il Cavaliere in persona ha lanciato un chiaro monito per chi avesse ancora il minimo dubbio. Ha ‘liquidato’ Forza Italia davanti al Consiglio nazionale con un discorso di appena quindici minuti, senza bisogno di alcun congresso e non incontrando alcuna opposizione, concedendo al massimo qualche mugugno per gli scenari interni futuri, amabilmente accompagnati dalle note di “Meno male che Silvio c’è”. Talmente convincente che anche Maurizio Gasparri ha parlato di «sublimazione del berlusconismo» (2), fenomeno prodromo del Partito del leader. Senza tessere, senza congressi, senza militanza, con candidature e quadri dirigenti decisi a tavolino esclusivamente con il suo beneplacito. Ma gratificati – come ha prontamente sottolineato Denis Verdini, coordinatore azzurro - da un compito tanto faticoso quanto importante: «Abbiamo un leader carismatico, compito della classe dirigente è aiutarlo a trasmettere le sue idee agli elettori» (3).
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di Francesco Storace
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Dunque si sciolgono. Ieri, Forza Italia ha dato a Berlusconi pieni poteri (ohibò) per sciogliere il partito dentro il PdL. Poi toccherà ad An e tutti insieme staranno nella melassa senza identità.
Staranno in Europa, con i droga libera e gli sfascia famiglie chiamati Partito Popolare Europeo.
Aspetteranno con gioia l’arrivo dei Fratelli musulmani dalla Turchia, canteranno le gesta dei liberismo più sfrenato, fino a che il mago di Arcore li manderà a quel paese. 70 a 30 sarà il rapporto fra di loro e i poveri militanti di quella che fu la destra italiana dovranno supplicare un posto al sole dal notaio.
Per la Destra che c’è, la nostra, l’unica che non nasconde la propria identità, si apre un’autostrada che ci vedrà volare se non cederemo alle tentazioni delle scorciatoie di potere.
Calma e gesso, testa e cuore, fede e combattimento per indicare all’Italia la rotta dei valori in un mondo in cui la persona non conta più nulla.
Per noi no. 14 milioni di non votanti attendono segnali di vita: glieli negano quelli del partito grosso. Glieli offriremo noi del partito non ancora grande, ma già grande partito.
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Roberto Salerno (La Destra): "Sulla crisi economica Tremonti predica bene ma razzola male"
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“Il ministro Tremonti, con la grave crisi economica che coinvolge attualmente il nostro Paese, lancia allarmi preoccupanti, seppur legittimi, e parla di “mostri”, come i derivati, nel “videogame” della crisi. In buona sintesi, Tremonti predica bene e razzola male. Perché, infatti, in tema di sostegno governativo alle banche, è stata data una grande quantità di fondi, ad esempio, a Unicredit, che ha doppiato parte dell’utile, guarda caso, proprio sui derivati? La verità è che prima di genuflettersi di fronte alle banche, il Governo dovrebbe pensare alle famiglie italiane, e soprattutto a quelle con basso reddito, che sono sempre di più. Tremonti non convince”. Lo dichiara Roberto Salerno, responsabile nazionale dell’Ufficio elettorale de La Destra.
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Gli articoli e le dichiarazioni del Segretario Provinciale Roberto Buonasorte sulla vicenda campi ROM nella Provincia di Roma.
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SICUREZZA, LA DESTRA: NO A SOPPRESSIONE POSTO POLIZIA FREGENE
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OMR0000 4 POL TXT Omniroma-SICUREZZA, LA DESTRA: NO A SOPPRESSIONE POSTO POLIZIA FREGENE (OMNIROMA) Roma, 17 nov - «La Destra è fermamente contraria a qualsiasi ipotesi di soppressione del posto di Polizia a Fregene. Le preoccupazioni dell'Unione Sindacale di Polizia circa questa eventualità le facciamo nostre, non è possibile infatti che una struttura ormai divenuta indispensabile a garantire sicurezza nella vasta ed importante realtà balneare romana, possa essere soppressa. La Destra si impegnerà fortemente, e con ogni mezzo lecito a sua disposizione, per scongiurare questa eventualità, e lo farà mobilitando cittadini ed imprenditori di Fregene e di tutto il comune di Fiumicino, sempre più stufi di assistere a tagli indiscriminati nei confronti degli operatori della sicurezza, fondamentali non solo per garantire il sacrosanto diritto alla tranquillità, ma anche al benessere di artigiani e commercianti soprattutto in un momento come questo dove la crisi economica sembra non conoscere fine». Lo dichiarano in una nota congiunta

