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venerdì, 29 agosto 2008

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di Francesco Storace

                                   Francesco Storace

Ecco la mozione. Dopo un lavoro di consultazione con molti membri del comitato politico nazionale, deposito oggi alla segreteria generale del congresso il documento politico che propongo per le assise de La Destra.

Lo abbiamo firmato in 25. Come è noto, 12 hanno sottoscritto il documento di Daniela Santanchè. Mancano le firme di chi istituzionalmente resta sopra le parti - e condivido - ovvero il presidente del partito, Teodoro Buontempo, il presidente del comitato etico, Antonio Rastrelli, il garante degli iscritti Livio Proietti. Due membri del comitato politico, Centorame e Riccio, effettueranno la loro scelta al congresso.

Il documento, che reca le firme della grande maggioranza del comitato, si intitola “Vivere di ideali per non morire di potere” ed è in continuità con quanto affermammo alla Costituente di Roma. La lotta per affermare le proprie idee nella società è molto più importante di un compromesso al ribasso nel nome del potere a tutti i costi. Lo testimoniano i percorsi successivi, la scelta di Trieste e la campagna elettorale.

Essere di Destra non vuol dire rimanere ghettizzati o ancorati a un lontano passato, che va comunque rispettato senza sciocchi imbarazzi: “Ridiscutere i canoni conformisti della cultura nazionale è una delle nostre missioni e non può essere riservata solo a storici coraggiosi del nostro tempo, ma alla voglia di verità di una comunità intera”. Essere di Destra vuol dire arrivare a governare. Ma essere di Destra vuol dire anche non dover governare a tutti i costi, svendendo se stessi, anima compresa. Essere di Destra vuol dire saper anche rinunciare a poltrone e incarichi, a maggioranze e prebende. Essere di Destra vuol dire avere una dignità da difendere. Essere di Destra vuol dire non tradire quel milione di italiani che ci hanno votato perché eravamo fuori dagli schemi, eravamo diversi da chi propugna un pensiero debole ed unico.

Abbiamo, pertanto, il dovere di aprire un dialogo con tutte le forze che operano nel centrodestra, a partire da quelle identitarie e legate al territorio, per poi dialogare con il Pdl, principale soggetto politico dello schieramento di centrodestra. Essere di destra è anzitutto una precisa opzione culturale e politica, che non intendiamo negarci come diritto.

Parte del documento è dedicata anche ai “compagni di strada”, ovvero alle alleanze, che non rifiutiamo “a condizione che ci siano il rispetto e lo spazio: non per noi, ma per il patrimonio di idee e di valori che rappresentiamo. A patto che siano accettate e condivise le battaglie che vogliamo condurre; che non venga mai messa in discussione l’esistenza e l’agibilità politica de La Destra”.

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La mozione, che contiene precise opzioni programmatiche e il ridisegno del modello di partito nel territorio, è stata sottoscritta da Francesco Storace, Costanza Afan De Rivera, Paolo Agostinacchio, Domenico Aloisi, Alberto Arrighi, Luigi D’Eramo, Massimo Desiati, Michele Di Cristo, Bruno Esposito, Gino Ioppolo, Gabriele Limido, Massimiliano Mammi, Italo Marri, Vittorio Messa, Antonino Monteleone, Nello Musumeci, Michele Napoli, Alberto Pascucci, Antonio Pezzella, Luisa Regimenti, Roberto Salerno, Antonella Sambruni, Paolo Scaravelli, Pasquale Senatore, Aldo Traccheggiani.

MOZIONE-TESTO INTEGRALE: mozione-vivere-di-idee-per-non-morire-di-potere
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giovedì, 28 agosto 2008

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di Francesco Storace
                              

E’ bellissimo sapere che Berlusconi ha tolto i rifiuti a Napoli e che improvvisamente la camorra non esiste più. Così si dice da quelle parti e occorrerà un approfondimento su questa stranezza…
Detto questo, mi pare di capire che la confusione sia a mille.
Su Alitalia siamo al passo del gambero: ora si ritorna ad Air France, si annuncia il varo di una compagnia dei soliti noti – ariciccia Colaninno – stiamo ancora ad aspettare se l’Europa ci darà qualche permesso, se saranno abrogate le norme antitrust che impediscono manovre spericolate.
Su un altro fronte, registriamo il consueto moderatismo del capogruppo dei senatori del Pdl, Gasparri, che per attaccare Alemanno – che in questi giorni è bersagliato pure dai giornali di centrodestra – arriva a paragonare Giuliano Amato a Brusca. Poi, more solito, rettifica. Si piega, ma non si spiega.
Infine, il ministro Fitto, su ordine, desiderio, sussurro del Cavaliere non va alla festa dei democratici perché il capo è arrabbiato con Bossi per le aperture sul federalismo.
Indubbiamente coesi…
Solo sul carovita non litigano. Stanno tutti zitti. Fermi. Non sanno che pesci prendere, perché costano cari pure quelli…
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martedì, 26 agosto 2008

logo de LA DESTRA.
Comitato

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Civitavecchia

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COMUNICATO STAMPA
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La DESTRA: Se tutti si lamentano un motivo ci sarà...!
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A fronte dell’ennesima lamentela che leggiamo sui giornali da parte di comuni cittadini, di associazioni e comitati spontanei (espressione della società civile e non certo de La Destra, almeno non ancora…) per i disservizi e l’inerzia riguardo i “veri” problemi della città da parte della Giunta Moscherini, ci chiediamo, a questo punto, se Vitali & Co. leggano i giornali.
Non passa ormai giorno che sui quotidiani, sui blog e sui siti internet cittadini (il nostro compreso) i cittadini esprimano le loro lamentele. Tra le ultime c’è quella che a gran voce hanno levato i commercianti di Corso Marconi riguardo gli ormai famosi lavori di ristrutturazione dei portici. Operazione lanciata in gran fretta e in grande stile (guarda caso) pochi giorni prima delle elezioni di aprile e che, a distanza di mesi non solo risulta essere in alto mare, ma si teme che i lavori di ultimazione siano ancora molto lontani. Inoltre non piace la nuova pavimentazione che per molti risulta essere già vecchia, sporca e comunque non adatta ad luogo e all’uso.
Poi ci sono gli abitanti di via Trieste che si oppongono, giustamente, alla chiusura al traffico della via. Decisione che ha privato la zona di posti auto, con riflessi negativi non solo per loro ma anche per i negozianti di tutta la zona. 
Poi c’è la messa in sicurezza di Corso Centocelle. Anche qui ricordiamo che siamo sempre in attesa delle nuove luminarie e, dietro segnalazioni di abitanti, facciamo notare che nonostante le nuove fioriere messe al posto delle uniche fontane presenti in città, il gradino killer (quello nascosto – sembra – ad arte da 4 fioriere in ghisa) è sempre  lì che attende il prossimo sfortunato!!!!!.
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lunedì, 25 agosto 2008
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domenica, 24 agosto 2008

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ANSA: AN liquida tutto per rinnovo locali: cose, valori e persone. Svendita totale con sconti del 70%

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venerdì, 22 agosto 2008

STORACE: "AN SVENDE TUTTO". INTERVISTA A LA STAMPA

Vi proponiamo l’intervista a Francesco Storace pubblicata oggi dal quotidiano La Stampa. Sotto i riflettori c’è la spartizione della torta Pdl da parte di Forza Italia e Alleanza nazionale, 70 a 30, certificata dal notaio e che non fa impressione al leader de La Destra, che dice: “Fini aveva svenduto An già prima, quando ha deciso di chiudere i battenti con la destra politica organizzata”. Ovviamente “infischiandosene del consenso”. “Non è più previsto” incalza Storace “un sistema in cui si vota per qualche persona”, e ormai “Berlusconi e Veltroni hanno deciso come deve essere il Parlamento italiano”. Anche La Destra ha le idee chiare. L’apertura ‘arcoriana’? “Se volevo confluire lo facevo alle politiche” ribadisce per l’ennesima volta Storace, che in Abruzzo, contro Di Pietro, candida il presidente de La Destra, Teodoro Buontempo.

intervista-storace-la-stampa-22_08_08
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venerdì, 22 agosto 2008

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Nell’articolo che segue, tratto dal quotidiano “La Stampa”, scopriamo i retroscena dell’accordo tra Forza Italia e Alleanza Nazionale sulla nascita del Pdl. Un accordo molto al ribasso per la compagine di Via della Scrofa. Il tutto per l’ennesima ambizione, tutta personale, del capo di accomodarsi sullo scranno più alto del Governo, a qualsiasi costo, anche quello del tradimento della storia, dell’dentità, dell’onore. Fatti suoi e di chi lo segue.
Quello che rammarica maggiormente è però l’ulteriore prova di ambiguità da parte della classe dirigente di An, dalle periferie, agli organi intermedi, fino ad arrivare al vertice, con l’ennesimo tentativo di tenere a bada i militanti (sempre più indecisi se seguire il padrone in questa avventura neo-paleo-centrista o se seguire il cuore) con la promessa di future leadership e chissà quale visibilità politica. L’illusione e le rassicurazioni però non dureranno per molto. Basta leggere ogni giorno i quotidiani per capire quanto in casa An ci si sforzi disperatamente per convincere i militanti a credere che il Pdl avrà una forte componente di destra, ma allo stesso tempo quanto, con meno tribolazione e più sincerità, i vertici di Forza Italia chiariscano puntualmente che il Pdl sarà come la Dc (<<Dell’Utri: il PDl? sarà come la Dc>> - LEGGI). Ai saggi, ai liberi, ai camerati d’altri tempi la scelta.

LEGGI GLI ARTICOLI

L’ARTICOLO DE "LA STAMPA"

. L'ARTICOLO DE "LA STAMPA"

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martedì, 19 agosto 2008

logo de LA DESTRA.
Comitato

di

Civitavecchia

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COMUNICATO STAMPA
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La DESTRA: Caro Vitali è vero siamo piccoli... Ma molto scomodi
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"Un ostacolo insormontabile il Pdl? Ma perché esiste? Per il momento non ci risulta. Quando il capogruppo di An Dimitri Vitali afferma che La Destra non è presente in consiglio comunale né si è presentata alle amministrative dice il vero. Ed ha ragione da vendere. Peccato che dimentica di dire che all'epoca La Destra non esisteva ma i suoi militanti e dirigenti erano in An e, per spirito di partito sostennero l'attuale Sindaco Moscherini credendo di fare bene alla città. La Destra nasce a Novembre ufficialmente quindi non era certo nella possibilità di confrontarsi in una competizione. Per il resto saremo anche 4 amici al bar, l'importante è non essere 4 nemici in una "caffetteria" pronti ad accoltellarsi alle spalle appena ci si volta." , afferma il direttivo de La Destra civitavecchiese. "Da noi queste cose difficilmente accadono e se c'è scontro è frontale. Abbiamo ben presente il percorso che sta facendo a livello nazionale il nostro partito se non fosse altro che il nostro portavoce è un dirigente nazionale tra i fondatori de La Destra. Forse Vitali non se ne è accorto e non segue nemmeno la vita nazionale de La Destra, ma in fondo ha anche ragione. Perché occuparsi di un partitino senza storia? Però così facendo ci da ancor più visibilità, e per questo lo ringraziamo. Noi invece seguiamo con interesse la nascita del Pdl, soprattutto a Civitavecchia e non ci sembra che la strada sia poi così spianata come afferma il capogruppo di An. Magari chissà, ci sarà qualcuno del suo partito che deciderà di passare con chi non vuole morire democristiano. Per il resto lo rassicuriamo. Noi non siamo all'opposizione per partito preso e se l'amministrazione farà cose buone e giuste per la città saremo i primi a dirlo, come abbiamo già fatto. Ma non può pensare che La Destra penda dalle labbra di chi all'apparenza è il più forte. Vitali, che sappiamo essere vero uomo di destra dovrebbe sapere che certi servilismi non fanno parte del nostro Dna. Amiamo "rompere le scatole" perché ci sembra corretto e giusto farlo. Fungiamo da stimolo, da pungolo, affinché si faccia meglio per il bene della città. Se poi per An questo viene interpretato come un gesto di lesa maestà non possiamo farci nulla. A noi non interessano le poltrone. Per noi la politica è bene altro. Che altro dire a Vitali, chi vivrà vedrà…. magari alle prossime elezioni…. I cittadini a chi daranno ragione e voti".

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Il Direttivo de LA DESTRA di CIVITAVECCHIA
www.ladestracivitavecchia.com
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lunedì, 18 agosto 2008

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Comitato

di

Civitavecchia

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COMUNICATO STAMPA
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L'AMMINISTRAZIONE DEL FARE HA FATTO L'ENNESIMO BOTTO
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“Manco le foche st’anno”!!!
Non ci ricordiamo, a memoria d’uomo, un anno in cui non si sia festeggiato a Civitavecchia il ferragosto con il rito dei fuochi d’artificio, tanto caro ai Civitavecchiesi. Eppure “la giunta del fare”, “quelle delle larghe intese”, insomma quella dallo slogan facile, è riuscita anche in questo!
 Decine di migliaia di euro in fumo, anzi in mare e addio ai fuochi, anzi “alle foche”.
Ora ci aspettiamo, com’è nello stile di questa amministrazione, che ad un flop e/o a un nulla di fatto si sussegua uno dei soliti annunci mega roboanti (vedi il cinema multisale; la cittadella dello sport; il polo universitario; l’ospedale nuovo; i presidi sanitari in ogni circoscrizione; l’oceanario; la nuova marina ecc. ecc.) e questa volta siamo curiosi di vedere cosa uscirà dal cilindro magico del sindaco “del fare” (…gli annunci).
Passi il forfait della conferenza stampa dei primi 100 giorni (per ovvi motivi …), passi il rimpasto di giunta dopo appena un anno (per ovvi motivi …) ma non festeggiare il ferragosto perché - come dicono i bene informarti – si sono bagnati i fuochi pirotecnici ha dell’incredibile per non dire del grottesco.
Nel vedere queste cose e ciò che (non) è stato fatto da questa amministrazione comunale, ci viene quasi la nostalgia della giunta De Sio, giunta formata appunto da quel De Sio, da quel Renda e da quei “ragazzacci” civitavecchiesi che oggi, non a caso e che se ne dica, rappresentano (in gran parte) la nuova classe dirigente di questa città. Una giunta che in neanche 3 anni di attività ha progettato, messo in cantiere e finanziato opere come: la trincea ferroviaria, lo stadio del nuoto, l’interporto, l’accesso sud della città e non solo … (ricordiamo che il governatore del Lazio in quel periodo era – non a caso - un certo Sig. Storace che con i suoi finanziamenti alla città e al porto ha dimostrato non poco attaccamento alla nostra Civitavecchia).
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domenica, 17 agosto 2008

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Dalle Olimpiadi alla politica italiana, quando ad andare “in paradiso” è la classe operaia

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Stefano SchiaviTempi di Olimpiadi. Tempi di conferme o smentite. Tempi di medaglie, di lacrime di gioia o disperazione. Ogni 4 anni il mondo si confronta sportivamente. Ma nell’era della comunicazione di massa anche le Olimpiadi rappresentano la forza, l’importanza e la crescita, o meno, di una nazione. Importanza politica o economica non conta, l’importante è esserci. Apparire. E pure bene se possibile. E mai come queste contestatissime Olimpiadi cinesi i nostri atleti hanno messo in mostra tutti i limiti di una società allo sbando come quella italiana. Il Bel paese dello star system è allo sbando, confusa, sconfitta da quell’edonismo autoreferenziale che lancia nel jet set atleti un tempo campioni del mondo ed oggi, invece, gettati nella polvere dal loro stesso modo di vivere, di apparire e di non allenarsi. Eppure, nonostante loro, l’Italia è sempre la, in alto. Ai vertici dello sport. Ma lo fa con i fratelli poveri. Con la classe operaia dello sport. Con i cosiddetti sport minori. Quelli che non hanno mai le luci della ribalta mediatica. Quelli che lavorano sodo, che non si prestano al palcoscenico che trasforma atleti veri in attorucoli, visitatori di “isole” di ex famosi, di frequentatori di spiagge da vip o di pagine di gossip. La classe operaia va in paradiso diceva qualcuno. Sì, è così. Ma non lo è per mere questioni classiste, lo è semplicemente perché gli atleti, in quanto tali, si allenano, si sforzano, si superano, si mettono alla prova. Combattono contro loro stessi pur di arrivare in alto… per il bene dell’Italia. Dimostrando una volta di più a tutti i soloni dello star system che senza i cosiddetti “piccoli” l’Italia del possibile “Dalemoni” (che sostituisce a passi veloci il finto Veltrusconi) sarebbe stata messa alla berlina da tutti i grandi. Una Olimpiade, quindi, che ci deve far riflettere e anche molto. Anzi, deve far riflettere tutti coloro che pensano e credono che ormai, anche in politica, vince il più forte, il più grande. Quello che ha più denaro da spendere o “investire”. No, non è affatto così.  E tutte quelle medaglie d’oro “povere” lo dimostrano.

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